San Nicola de Latinis :Lettura Teologica


Introduzione

La Chiesa di S. Nicola de Latinis è un invito a ripercorrere la storia della nostra fede. Tutta la struttura della Chiesa è un gioco di numeri, che rivelano e nascondono il "Mistero", che ci ricordano la Verità Rivelate un tempo e ci invitano nello stesso momento a ridirle, qui, ora, nel nostro tempo. Tutti gli studiosi, ed in modo particolare Henri de Lubac (1), sono d'accordo nel considerare immenso il ruolo svolto dai numeri nell'arte medioevale; le cifre, infatti, hanno svolto un ruolo notevole nella Bibbia e specialmente nel libro dell'Apocalisse, che è poi quello che ha esercitato l'influenza maggiore su tutta l'iconografia di questo periodo. I Padri della Chiesa, soprattutto Origene e S. Agostino, si sono occupati dei numeri biblici e altrettanto hanno fatto i commentatori successivi, specialmente Isidoro di Siviglia, Rabano Mauro e nel XII sec. Ugo da S. Vittore. Sia Boezio che S. Agostino avevano espresso la convinzione che un uomo, digiuno di cognizioni matematiche, sarebbe stato incapace di acquisire la vera conoscenza e la saggezza gli sarebbe stata impenetrabile. Sant'Agostino è per diversi motivi "l'istitutore" delle speculazioni aritmologiche in ambito cristiano occidentale. È ben nota la predilezione di S. Agostino per le tripartizioni e le analogie a base ternaria, che costellano tutta la sua teologia (2).

Lettura Simbolica e Teologica della Chiesa

* IL FIUME. Davanti alla Chiesa scorrevano le acque del Pilla. Il fiume da attraversare era il simbolo delle acque del Mar Rosso, del Battesimo, della Vita Nuova in Cristo.
* I GRADINI. Per accedere alla Chiesa si dovevano salire dodici gradini. Dodici è il numero non soltanto dei mesi dell'anno, delle ore del giorno e della notte, ma anche e soprattutto delle tribù d'Israele, degli Apostoli. Questo numero lo ritroviamo nella descrizione della Città Celeste, nel libro dell'Apocalisse, sia nelle dodici fondamenta delle sue mura che nelle dodici porte. S.Benedetto aveva espresso l'ipotesi che la scala di Giacobbe potesse esser fatta da dodici pioli, tanti quanti sono i gradi ascendenti della virtù dell'umiltàIl Portale.
* IL PORTALE. Si salgono i gradini del sagrato in un movimento d'ascensione, simbolo del cammino che conduce alla sommità della Santa Montagna dove il Cristo - Porta ("Io sono la porta...") introduce al di dentro del suo essere. Il canto del Cherubikon dice: "Alla soglia del tuo tempio deponiamo ogni nostra sollecitudine mondana". Entrando dal portale, ci si trova di colpo nel "totalmente altro", sentito immediatamente come la vera patria.
* LA SOGLIA. Per entrare nella casa di Dio bisogna varcare la soglia, simbolo del passaggio dal mondo ferito dal peccato al mondo della vita nuova al quale tutti gli uomini sono chiamati. Varcare la soglia indica la scelta, la decisione di appartenere a Cristo.Interno della Chiesa
* IL PAVIMENTO IN SALITA. Riprende il tema dell'ascensione, dell'innalzamento dell'uomo ("Chi salirà la montagnadel Signore..."). Ricorda, inoltre, la salita del monte Sinai, del Tabor, del monte delle Beatitudini, del Calvario, del monte dell'Ascensione.
* GLI ARCHI. Sono sette per lato, di cui tre grandi e quattro piccoli, che sommati danno un totale di quattordici, sommati danno sette e moltiplicati fanno dodici. A tutti questi numeri il cristianesimo assegna il maggior numero di significati. Nel pensiero di S. Agostino essi esprimono rispettivamente lo spirito e la materia, l'anima ed il corpo: " Numeros ternarius ad animam pertinet, quaternarius ad corpus". Sommati o moltiplicati designano l'unione dell'anima e del corpo nella creatura umana oppure la Chiesa Universale:
TRE. E' il numero dell'anima. Esso corrisponde alla Trinità, ai giorni trascorsi da Cristo nel sepolcro, ai tre significati della Scrittura (storico - allegorico - morale). Il tre è in relazione con il Battesimo: si battezza nel nome della Santissima Trinità, per tre volte si veniva immersi nell'acqua a ricordo dei tre giorni trascorsi da Cristo nel sepolcro. Tre inoltre sono le Virtù Teologali. Tre è il numero che indica la perfezione; è l'approssimazione del numero ( (1 Re 7, 23).
QUATTRO. E' il numero degli elementi (terra, aria, acqua ed etere o fuoco), delle stagioni, dei fiumi del Paradiso (Fision, Geon, Eufrate e Tigri) che irrorano le quattro regioni della terra. Quattro le lettere che compongono il nome di "Adam" e che sono anche le iniziali dei quattro punti cardinali (anatolè, dysis, arktos e mesèmbria). Quattro sono gli Evangelisti, i grandi Profeti, le Virtù Cardinali.Gli Archi
SETTE. Indica una serie completa, la totalità. Cifra divisibile in 3 + 4 (a questo titolo figura nelle visioni profetiche).
E' per eccellenza il numero legato all'Apocalisse, pensiamo alle sette Chiese, alle sette corna della Bestia, alle sette coppe della collera divina. Sette sono i doni dello Spirito Santo, i Sacramenti, i gradi del sacerdozio, i Concili Ecumenici prima della separazione delle Chiese d'Oriente e d'Occidente, le sette età dell'uomo, le ore della celebrazione canonica, le discipline del sapere (trivium più quadrivium), le domande del Padre Nostro, le Virtù Teologali e Cardinali sommate alle quali si contrappongono, per spirito di simmetria, i sette vizi capitali.
QUATTORDICI. E' il numero degli Intercessori, quattordici sono le generazioni da Abramo a Davide, da Davide alla deportazione in Babilonia e dalla deportazione a Gesù.
Arco* I NASTRI DECORATIVI. Ogni arco piccolo è sormontato da un nastro decorativo per un totale di quattro ed ogni nastro è composto da tre sbalzi decorativi, la somma dei nastri ha come totale otto che è il simbolo della rinascita mediante il Battesimo, della Resurrezione, della Vita Nuova in Cristo.
* I GRADINI. Per accedere al presbiterio bisogna salire due gradini simbolo della dualità, delle due nature del Cristo (Divina ed Umana), dell'unione di Cristo con la Chiesa, di Caino ed Abele, delle due potestà evocate da Mosè ed Aronne, di Mosè ed Elia riuniti nella visione della Trasfigurazione, dei due Testamenti, della vita attiva e contemplativa, dei due regni (Israele e Giuda), delle due vie (bene e male), della notte e del giorno, delle tenebre e della luce.L'Arco Trionfale
* L'ARCO TRIONFALE. E' la porta regale che introduce all'altare, luogo specifico della "Opus Dei" (opera di Dio), centro intorno al quale si svolge l'azione sacra del culto.
* IL PRESBITERIO. E' di forma quadrata ed agli angoli le lesene lo rendono ottagonale. Il quadrato è il simbolo dell'umanità (la terra era cLa Cupolaonsiderata quadrata) mentre la forma ottagonale è il simbolo dell'ottavo giorno come spiega chiaramente S. Ambrogio: "Otto lati, perché ai popoli venne concessa la vera salvezza quando, all'alba dell'ottavo giorno, Cristo risorse dalla morte". In contrasto con la navata che è di forma rettangolare, simbolo del sepolcro di Cristo, l'ottagono ci parla della sua resurrezione.
* LA CUPOLA. Il cerchio è il simbolo dell'eternità, del cielo e nella cupola ne troviamo tre concentrici. La cupola è costituita a sua volta da otto vele che convergono in un rosone composto da ventiquattro petali. Il numero ventiquattro (due volte dodici) corrisponde ai vegliardi dell'Apocalisse, alle ore del giorno sommate a quelle della notte.


1) Henri de Lubac, Esegesi Medievale, 4 vol., Paoline, Roma 1972.
2) S. Agostino, De Trinitate XI,11; De Quantitate animae, PL tomo 32,col.1035-1080; De Musica,
PL 32, VI, cool 1162 ss:3.2 Lettura Simbolica e Teologica della Chiesa.

 

Progettato e realizzato da Onion Technologies