Chiesa S. Maria delle Grazie e Convento dei Padri Cappuccini


Il ConventoNel 1582, per iniziativa del Beato Angelo di Olivadoti, i Padri Cappuccini fondarono il loro Convento costituito da 18 celle, una Chiesa, dedicata alla B.V. delle Grazie, una Cappella interna ed un coro, nel luogo donato dal duca Ferdinando Carafa, insieme a 200 ducati. Nella Visita del 1726, effettuata da Mons. Angeletti, erano presenti quattro sacerdoti, un chierico professo, cinque laici professi e tre terziari non professi. Soppresso durante la dominazione francese con decreto del 7 agosto 1809, fu poi ripristinato il 10 gennaio 1811 (1).

Nel 1855 il Decurionato "visto lo stato miserevole" decise di "riattare" il Convento spendendo 20 ducati (2). Nel 1860, nonostante la nuova soppressione, vi rimasero il P. Basilio da Cicala, come custode e rettore sino al 1874 ed alcuni fratelli laici; ma nel 1885, assottigliatosi sempre di più il numero dei frati, il luogo fu adibito ad Ospizio. Il Municipio dava trecento lire, per il mantenimento della struttura, ai religiosi che dovevano prestare servizio senza alcun compenso. L'ultimo Rettore fu P. Luigi da Cardinale con due Padri, tre fratelli laici ed un terziario (3). La struttura oggi è proprietà del Comune. L'orto del Convento, nel 1876, fu adibito a Cimitero.

Descrizione artistica ed architettonicaInterno

La chiesa, un tempo a due navate oggi ad una sola, ha una facciata a duplice ordine. La parte inferiore appare del tutto spoglia daelementi decorativi, mentre la parte superiore ha due lesene che l'adornano con semplicità, il tutto è chiuso da un timpano triangolare aperto al centro per ospitare la cella campanaria. L'interno, come in tutte le Chiese dei PP. Cappuccini, si presenta decorato con semplicità: delle lesene ai lati, un arco trionfale, con al centro lo stemma francescano, il presbiterio con soffitto a cassettoni.
Interno della Chiesa
Antico lavabo della Sagrestia del ConventoNella Chiesa sono presenti le statue di San Fracesco d'Assisi e di S. Antonio da Padova, che provengono dalla Chiesa di San Francesco.
Degno di nota è il lavabo in pietra verde di Calabria, posto nella sagrestia

Il Convento, a pianta quadrangolare con chiostro, cortile interno e pozzo, è composto da due piani: quello superiore in cui erano poste le celle dei monaci e quello inferiore destinato agli ambienti comuni.
La navata laterale è stata trasformata in parte ad obitorio ed in parte nella Cappella del SS.mo Crocefisso.

 

 

 



(1) U. Caldora, Calabria Napoleonica, pag. 218.
(2) A.S.CZ, Int. Di Cal.v.2, Esiti Comunali, b.126/5203
(3) Archivio Padri Cappuccini, CZ

 

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