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La Chiesa di S. Domenico
Ovvero di S. Tommaso d'Aquino
Nel
1589 i frati Domenicani ottennero dal Vescovo Clemente Bentadosio, per
la costruzione del loro Convento, il primitivo sito delMonastero di S.
Veneranda; ma, in un secondo momento, dal Vescovo Montorio, ottennero
quello della Chiesa di S. Giorgio, posta dentro le mura e ritenuta più
idonea alla loro missione (1). I frati rimasero per
diversi anni a S. Veneranda per seguire i lavori del nuovo Convento e
dell'ampliamento della Chiesa, che poi veniva dedicata a S. Tommaso d'Aquino
ed in cui vi faranno ingresso il 21 novembre del 1601 come risulta dal
Breve di Papa Clemente VIII (Reg. Vat. n° 25756). I lavori furono,
in buona parte, finanziati dal Sacerdote Alfonso Spina che assegnò
ai frati mille ducati per la fabbrica del convento e per il loro sostentamento
(2).
Descrizione architettonica ed artistica.
L'interno
della Chiesa, ad aula unica, è caratterizzato dal catino absidale
decorato da file di finti lacunari in misura decrescente e decorati con
roselline.
Sul lato sinistro, entrando dalla porta principale, troviamo:
* la statua in cartapesta, proveniente dalla Chiesa dei Cappuccini, della
B.V. del Carmelo (XVII sec.);
* l'altare contenente l'urna del Cristo Morto, statua lignea policroma
del XVII secolo, è sormontato dalla nicchia contenente la statua
in cartapesta del Crocefisso (XIX sec);
* la nicchia contenente la statua, sempre in cartapesta, di S.Lucia (XX
sec.);
* l'urna funebre, in marmo verde di Calabria del XIX sec., dedicata ad
Antonio Brunini.
Sul lato destro:
* la statua lignea del Gesù Bambino (XVII sec.);
* la nicchia contenente la statua in cartapesta della B. V. del Carmine;
* l'armadio con dentro la statua della B.V. del Rosario (XVII sec.).
Nell'abside: 
* il coro ligneo disposto sui due lati. In quello di destra spicca il
seggio del Padre Spirituale, sormontato dallo stemmaDomenicano incastonato
da fastigi a fogliame intagliato e sormontato da una conchiglia. Il coro
è decorato con cartigli, fiori e nel leggio centrale, quello del
Priore, con angioletti, il tutto in stile Liberty.
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la tela della Madonna del Rosario è opera di Francesco Colelli
(XVII sec.). Questo quadro spicca nella produzione colelliana per la magistrale
cura con cui sono risolti l'impianto compositivo e l'apparato iconografico.
Il fasto scenografico raggiunge in quest'opera il culmine soprattutto
nella fastosa tenda su cui sono appesi degli ovali bronzei raffiguranti
i Misteri del Rosario. Al centro del baldacchino vi è la Vergine
Maria assisa su dense nubi e circondata da numerosi angeli e con ai lati
S. Domenico, inginocchiato ed in atto di ricevere la corona dalla B.V.
Maria e S. Rosa da Lima che appare protesa, in slancio mistico, verso
il Bambino Gesù posto tra le braccia della Vergine. I medaglioni
con i Misteri non seguono l'ordine prestabilito per la recita del Rosario
ma, i Dolorosi sono posti sulla destra, quelli Gaudiosi sulla sinistra
ed i Gloriosi, nell'alto, in centro (6).
La facciata:
* sui lati estremi vi sono gli affreschi di S. Domenico e di S. Rosa da
Lima sormontati da due loggette di cui una murata, quella sopra il dipinto
di San Domenico, mentre l'altra ospita la cella campanaria;
* al centro, sopra il portale, due finestre sovrapposte. Quella inferiore
ospita la statua lignea della B. V. del Rosario, proveniente dalla Congrega
del Rosario (attuale sala parrocchiale) e che fu donata dal notaio Domenico
Palermo nel XVII sec.;
* lateralmente, l'altra loggia campanaria di sotto alla quale anticamente
vi era l'affresco di S. Caterina.
1) Antonio Barillaro O.P., Conventi Domenicani in Calabria,
Arti Grafiche Siciliane, Palermo 1999.
2) Archivio PP. Domenicani, IX, pag. 159.
3) A.P.S.D.
4) A.P.S.D.
5) A.P.S.D.
6) Mario Panarello, Francesco Colelli, Rubbettino, 1999.
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